Sette campioni di stoffa chiari uniti da una sola cucitura rosso scuro, con ago e filo: copertina della guida sul marchio europeo
Immagine generata tramite intelligenza artificiale

Il marchio europeo è il marchio dell'Unione europea: un titolo solo, chiesto a un solo ufficio, l'EUIPO, con gli stessi effetti in tutta l'Unione1. Vale nei 27 Paesi dell'Unione2, dura dieci anni dalla data di deposito ed è rinnovabile alla scadenza3. Se vendi solo in Italia, il marchio italiano può bastare. Se vendi già in altri Paesi europei, o se hai un e-commerce che può portarti facilmente a vendere in altri Paesi dell'Unione europea, il marchio europeo è la soluzione giusta per proteggere il tuo brand, con una domanda sola. Molti lo chiamano ancora marchio comunitario: è il nome di prima.

Cos'è il marchio europeo (e perché molti lo chiamano ancora marchio comunitario)

Il nome ufficiale è marchio dell'Unione europea, in breve marchio UE4. L'EUIPO, l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale, lo abbrevia in MUE. «Marchio europeo» è il nome con cui lo si cerca. «Marchio comunitario» è il nome di prima5, e molti lo usano ancora. Molti ci chiedono che differenza c'è tra la sigla MUE e la sigla CE.

La marcatura CE è un'altra cosa: la mette il fabbricante su certi prodotti per dire che rispettano le norme dell'Unione, e nessun ufficio dell'Unione la rilascia6. Il MUE è un marchio unico, unitario, come l'Unione europea.

Unitario è la parola che conta. Un marchio UE si deposita all'EUIPO7, si registra, si trasferisce, decade o è dichiarato nullo soltanto per l'intera Unione, e soltanto per l'intera Unione se ne può vietare l'uso8.

Il marchio nazionale resta: i due sistemi sono complementari e funzionano in parallelo9. Ma c'è una differenza importante: il MUE vale nell'intera Unione e anche nel singolo Paese; il marchio nazionale no, resta confinato dentro il territorio di un singolo Stato.

Cosa copre: i 27 Stati dell'Unione, con un solo deposito

I Paesi sono 27, al 06/10/20262.

Per tutti c'è una sola domanda e un solo fascicolo da gestire9. Quando sono entrati nuovi Paesi, i marchi UE già registrati o richiesti sono stati estesi al loro territorio10.

Fuori dall'Unione non vale, e un Paese europeo che non è all'interno dell'Unione resta scoperto e privo di protezione.

Marchio europeo o marchio italiano: la differenza

La scelta parte da dove vendi.

Durata311. Le altre righe129. Le tasse dei due uffici stanno nella guida ai costi, e cambiano: prima del deposito si leggono le tariffe correnti sulle pagine dei due uffici (UIBM, «Costi di un deposito nazionale»; EUIPO, «Tasse e pagamenti»).
Marchio italiano Marchio europeo
Dove vale in Italia nei 27 Paesi dell'Unione
Ufficio UIBM, l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi EUIPO
Durata dieci anni dalla data di deposito dieci anni dalla data di deposito
Se c'è un ostacolo in un solo Paese riguarda l'Italia può fermare tutta la domanda: il marchio si ottiene per tutta l'Unione o non si ottiene

Quando basta l'italiano: se l'attività sta in un solo Paese, un marchio nazionale può essere sufficiente. Quando pensare all'europeo: se già vendi in più Paesi dell'Unione o se hai intenzione di allargare la tua attività ad altri Paesi dell'Unione9.

Un'avvertenza per chi lo chiede «per sicurezza»: un marchio UE va usato. Se entro cinque anni dalla registrazione non c'è un uso effettivo nell'Unione, il marchio potrà decadere e la protezione potrà essere dispersa.

Come si registra un marchio europeo

La domanda si deposita all'EUIPO7. La tassa di base copre una classe12. Le classi in più si pagano a parte: il conto intero, voce per voce, sta in quanto costa registrare un marchio.

La tassa va versata entro un mese dal ricevimento della domanda. Se la tassa non viene pagata, la domanda resta sospesa per un certo periodo e poi viene cancellata. Una volta che la domanda è presentata non si torna indietro: se la registrazione non va a buon fine o la domanda viene ritirata, le tasse non si rimborsano12. Per questo è importante una buona ricerca, e va fatta prima di presentare e pagare la domanda.

Quanto dura e come si rinnova

Dieci anni dalla data di deposito della domanda. Dal deposito, cioè prima della registrazione. Poi si rinnova, di dieci anni in dieci anni3.

L'ufficio informa il titolare della scadenza almeno sei mesi prima. Ma se l'avviso non arriva, la scadenza resta dov'è e l'ufficio non ne risponde13. La data entro cui chiedere il rinnovo è fondamentale per chi possiede il marchio.

Il rinnovo si chiede «entro sei mesi dalla scadenza». Chi manca il termine ha altri sei mesi, con una soprattassa14. Scadenze e passaggi stanno nella guida al rinnovo del marchio.

L'opposizione: i tre mesi dopo la pubblicazione

Una domanda di marchio UE, una volta pubblicata, resta esposta per tre mesi: in quel termine chi ha un marchio anteriore può fare opposizione15. Anteriore vuol dire anche un marchio nazionale: un marchio registrato in un solo Stato membro conta16.

L'opposizione può essere presentata dietro regolare pagamento della tassa17.

Vale nei due sensi. Se depositi, puoi riceverla. Se hai già un marchio, puoi farla contro la domanda di un altro, nei tre mesi: per farla devi sapere che quella domanda è stata pubblicata. Tenere d'occhio le domande nuove è l'attività della sorveglianza del marchio. Come funziona l'opposizione, in Italia e nell'Unione, è spiegato nella guida sull'opposizione al marchio.

Se in un solo Paese esiste già un marchio simile

Mettiamo che un'impresa chieda un marchio UE. In un Paese dell'Unione, anni prima, un'altra impresa ha registrato un nome simile per gli stessi prodotti. La prima azienda in quel Paese non vende, e non ci ha mai pensato. Quel marchio conta lo stesso?

Conta. Per il regolamento sono marchi anteriori anche quelli registrati in uno Stato membro, le loro domande, se arrivano a registrazione, e anche i marchi internazionali che hanno effetto in uno Stato membro16. Uno solo basta.

Ma l'ufficio, di suo, non respinge la domanda perché esiste un marchio anteriore. Il marchio nuovo può essere escluso dalla registrazione in seguito all'opposizione del titolare del marchio anteriore18: tocca a lui opporsi, nei tre mesi.

Se l'ostacolo regge, non cade un Paese: il marchio UE si ottiene per tutta l'Unione o non si ottiene9. Vale anche per i motivi di rifiuto dell'art. 7: contano anche se esistono soltanto in una parte dell'Unione19.

Una via d'uscita c'è, e sta nel regolamento: la trasformazione. Se la domanda di marchio UE è respinta o ritirata, si può chiedere di trasformarla in domande nazionali, mantenendo la data di deposito20, tranne che nei Paesi dove l'impedimento è stato accertato21.

La conseguenza è pratica. Prima di depositare si cerca fra i marchi dell'Unione e fra quelli nazionali dei Paesi membri. Dove e come si cerca sta nella guida alla verifica del marchio registrato.

Cosa facciamo noi, e cosa no

Il primo passo è la verifica gratuita del marchio. Ci scrivi il nome e un numero di telefono. Lo cerchiamo nel registro dei marchi e ti chiamiamo entro due giorni lavorativi per dirti cosa abbiamo visto. A voce: è un primo controllo.

La ricerca di anteriorità viene dopo la telefonata, se decidi di andare avanti: sta nella proposta, e guarda i marchi anteriori, identici e simili. Poi le classi, poi il deposito all'EUIPO. Il servizio è registrare un marchio; l'europeo è un tipo di deposito. L'Avv. Elena Finotti rivede e firma ogni ricerca di anteriorità e ogni registrazione.

Cosa non promettiamo: l'esito. L'ufficio può rifiutare, e un terzo può opporsi nei tre mesi. Se l'ufficio fa un rilievo o qualcuno si oppone, te lo diciamo e lo seguiamo. Qui nessun prezzo nostro: si comincia dal nome.

Fonti

Norme dell'Unione europea e dello Stato italiano, pagine ufficiali di EUIPO e Unione europea, lette il 06/10/2026. I numeri nel testo portano qui.

  1. Regolamento (UE) 2017/1001, artt. 1 e 30
  2. Unione europea, «Paesi dell'UE»
  3. Regolamento (UE) 2017/1001, art. 52
  4. Regolamento (UE) 2017/1001, art. 1, par. 1
  5. Regolamento (UE) 2015/2424, art. 1, punto 2, in vigore dal 23/03/2016
  6. Your Europe, «Marcatura CE»
  7. Regolamento (UE) 2017/1001, art. 30, par. 1
  8. Regolamento (UE) 2017/1001, art. 1, par. 2
  9. EUIPO, «Dove effettuare la registrazione»
  10. Regolamento (UE) 2017/1001, art. 209, par. 1
  11. Codice della proprietà industriale, art. 15, comma 4 (letto il 04/10/2026)
  12. EUIPO, «Tasse e pagamenti»
  13. Regolamento (UE) 2017/1001, art. 53, par. 2
  14. Regolamento (UE) 2017/1001, art. 53, par. 3
  15. Regolamento (UE) 2017/1001, art. 46, par. 1
  16. Regolamento (UE) 2017/1001, art. 8, par. 2
  17. Regolamento (UE) 2017/1001, art. 46, par. 3
  18. Regolamento (UE) 2017/1001, art. 8, par. 1
  19. Regolamento (UE) 2017/1001, art. 7, par. 2
  20. Regolamento (UE) 2017/1001, art. 139, par. 1 e 3
  21. Regolamento (UE) 2017/1001, art. 139, par. 2

Domande frequenti sul marchio europeo

Sì. «Marchio comunitario» è il nome di prima. Oggi si chiama marchio dell'Unione europea, in breve marchio UE, e lo regola il Regolamento (UE) 2017/1001. Si deposita all'EUIPO e ha gli stessi effetti in tutta l'Unione.

C'è una tassa di base dell'ufficio, che copre una classe, e una tassa per ogni classe in più. A queste si aggiunge il lavoro di chi cerca i marchi anteriori e deposita. Le tasse degli uffici, in cifre, stanno nella guida ai costi.

Nelle banche dati pubbliche degli uffici. Per un marchio europeo la ricerca non si ferma a quelle dell'Unione: conta anche un marchio registrato in un solo Paese membro. Come si cerca sta nella guida alla verifica del marchio registrato.

Dipende da dove vendi. Se l'attività sta in un solo Paese, un marchio nazionale può bastare. Se vendi in più Paesi dell'Unione, il marchio europeo li copre con una sola domanda. Con un rovescio: un marchio anteriore in un solo Paese può fermare tutta la domanda europea.

No. Vale nei Paesi dell'Unione europea, ed è stato esteso a quelli entrati dopo. Un Paese europeo che non fa parte dell'Unione resta scoperto. Per gli altri Paesi esiste una via internazionale.

Si può presentare ricorso. Se il rifiuto resta, il marchio non si ottiene in nessun Paese dell'Unione: è un titolo unico. Si può chiedere di trasformare la domanda in domande nazionali, mantenendo la data di deposito, ma non nei Paesi dove l'impedimento è stato accertato.

Prima del deposito europeo, il nome.

Cerchiamo il nome nel registro dei marchi e ti chiamiamo entro due giorni lavorativi per dirti, in parole semplici, cosa abbiamo visto. La ricerca sui marchi simili, rivista e firmata dall'Avv. Elena Finotti, sta nella proposta, se decidi di andare avanti.

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