Sette bottigliette quasi uguali in fila, una sola rosso scuro: copertina della guida sulla verifica del marchio registrato
Immagine generata tramite intelligenza artificiale

Mettiamo che il tuo nome si scriva con la i. Lo cerchi su Google: niente. Il dominio è libero, il profilo Instagram pure. Sembra fatta. Ma Google non è il registro dei marchi. I diritti su un nome stanno negli archivi degli uffici marchi, e si controllano lì: la banca dati dell'UIBM per l'Italia, eSearch plus dell'EUIPO e TMview per l'Europa, il Global Brand Database della WIPO per le registrazioni internazionali. Sono pubblici, gratuiti, e si interrogano in due minuti. Il nome con la i serve a vedere cosa ti dicono, e cosa no.

Dove si cerca un marchio registrato: le banche dati UIBM, EUIPO, WIPO

Per l'Italia c'è la banca dati dell'UIBM, l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Per i marchi dell'Unione Europea c'è eSearch plus dell'EUIPO, e c'è TMview, che interroga in un colpo solo decine di registri nazionali ed europei. Per le registrazioni internazionali c'è il Global Brand Database della WIPO.

Il primo errore sta già qui: fermarsi all'archivio italiano. In Italia un marchio dell'Unione Europea vale quanto uno nazionale, e lo stesso vale per un internazionale esteso all'Italia. Il nome deve essere libero su tutti e tre i livelli, non su uno.

Gli strumenti sono cinque, e non coprono le stesse cose.

Un'avvertenza la scrive TMview stesso, a piè di pagina: non è un registro ufficiale, e quello che mostra non ha effetto giuridico. Il dato che conta sta nel registro dell'ufficio che ha quel marchio: per i marchi italiani, la banca dati dell'UIBM.

Come controllare se un marchio è registrato: la ricerca per identità

Digiti il nome che hai in mente, l'archivio ti dice se esiste un marchio identico. Due minuti, costo zero. Se salta fuori un identico nella tua classe di prodotti, hai già la risposta: cambia nome, prima di spendere altro.

Se non salta fuori niente, basta così? Non ancora. La legge protegge il titolare di un marchio dal segno confondibile, e la confondibilità la ricerca per identità non la vede.

TMview passo per passo: la ricerca marchi su più registri

Si parte da TMview, la ricerca su più registri. I passi sono sette, nell'ordine in cui li mostra lo schermo.

  1. Apri la pagina di ricerca. Si apre senza accesso: «Accedi» e «Registrati» stanno in alto a destra e per cercare non servono. La ricerca è gratuita e si fa online, senza registrarsi e senza SPID.
  2. Scrivi il nome e scegli il metodo. Nel campo «Digitare il nome del marchio» scrivi il nome che hai in mente. A sinistra del campo c'è il menu del metodo. «Contiene» è la voce già selezionata: restituisce anche i marchi che hanno quel nome dentro. «È» restituisce solo l'identico. «Ricerca fuzzy» trova i nomi scritti in modo vicino. Le altre voci sono «Parola», «Inizia con» e «Termina con».
  3. Scegli il territorio. Sotto «Configura la ricerca», in «Territori», seleziona «IT Italia». Lo strumento riempie da solo «Uffici dei marchi» con «Italia - UIBM», «EUIPO - EUIPO» e «OMPI - WIPO» (OMPI è il nome italiano della WIPO).
  4. Restringi alle classi, se serve. «Prodotti e servizi» elenca le classi di Nizza con il loro testo. Se ne scegli una, l'elenco mostra solo i marchi di quella classe.
  5. Premi «Ricerca». «Ricerca avanzata» apre altri criteri. Per un logo c'è un riquadro dove trascinare o caricare un'immagine: accetta JPG, PNG, GIF e TIFF.
  6. Leggi l'elenco. In alto c'è il conteggio dei risultati. Ogni riga porta «Nome del marchio», «Prodotti e servizi», «Status del marchio», «Ufficio dei marchi» e «Nome del richiedente». A sinistra ci sono i filtri, fra cui «Uffici», «Stato del marchio» e «Tipo di marchio» (lo strumento scrive «Status» nella colonna e «Stato» nel filtro).
  7. Apri la scheda. Un clic sul nome apre la scheda del marchio: «Status del marchio», «Numero di domanda», «Numero di registrazione», «Classificazione di Nizza», le date, il titolare, le voci «Opposizione» e «Rinnovi». Da lì «Visualizzare questo marchio nell'ufficio di origine» apre il sito dell'ufficio in una nuova scheda del browser. Per i marchi italiani porta alla ricerca della banca dati UIBM, non al marchio: tieni il numero di domanda, va riscritto lì.

Un confine, prima di leggere il risultato. «Ricerca fuzzy» lavora sulle lettere: non pesa il suono, né l'idea che un nome evoca, né quanto sono affini i prodotti.

Come leggere il risultato: identico, simile, classe, stato

L'elenco dice quattro cose. Nessuna, presa da sola, chiude la domanda.

L'identico. Con il metodo «È» nell'elenco restano solo i marchi con lo stesso nome. Lo stesso nome può comparire più volte: uffici diversi, classi diverse, richiedenti diversi. Di ciascuno la riga dice l'ufficio, le classi e lo stato: sono le colonne da leggere prima di tirare una conclusione.

Il simile. Con «Contiene» e con «Ricerca fuzzy» l'elenco si allunga: entrano i marchi che hanno dentro il nome cercato e quelli scritti in modo vicino. Lo schermo li mette in fila. Quali contano, non lo dice.

La classe. La colonna «Prodotti e servizi» porta i numeri delle classi di Nizza di ogni marchio, e la scheda ne riporta il testo. Cosa succede fra classi diverse lo dice la sezione qui sotto.

Lo stato. Il filtro «Stato del marchio» ha quattro valori: «Depositato», «Registrato», «Scaduto», «Terminato». La colonna «Status del marchio» ne assegna uno a ogni riga, e la scheda aggiunge la data dello stato attuale. Lo stato da solo non basta a dire se un nome è libero: uno «Scaduto» non lo dice.

Fin qui è quello che lo schermo mostra.

Cosa l'archivio non ti mostra: lo stesso nome con la y

Un marchio anteriore ti blocca se il pubblico può confondersi. Conta la somiglianza fonetica (si pronuncia in modo simile), quella visiva (si scrive in modo simile), quella concettuale (evoca la stessa idea), combinata con l'affinità tra i prodotti. Mettiamo ora che qualcuno abbia registrato lo stesso nome con la y al posto della i. Due grafie, un suono solo: per l'archivio sono due marchi, per un giudice può essere lo stesso. E il conflitto non si ferma alla classe di Nizza: prodotti in classi diverse ma affini possono confliggere lo stesso.

Il mestiere della ricerca di anteriorità sta qui. Trovare l'identico è la parte facile. Scovare i simili e pesarli, no: quanto sono vicini i due segni, quanto sono affini i prodotti, che storia ha quel titolare. Questa valutazione è legale, e nessuna banca dati la fa al posto tuo.

Quando cercare: prima delle etichette

La ricerca va fatta prima di tutto il resto: prima del logo, prima del sito, prima delle etichette e della campagna di lancio. Ogni euro investito su un nome non verificato è un euro a rischio. E c'è un motivo in più per non aspettare: gli uffici non controllano d'ufficio i conflitti con marchi anteriori. La tua domanda può essere accolta oggi e cadere tra un anno, per un'opposizione o per un'azione di nullità, quando il nome è ormai dappertutto.

Torniamo al nome con la i. Le etichette sono stampate, il sito è online, il furgone ha la scritta sulla fiancata. Chi ha registrato quello con la y se ne accorge, e da quel giorno ogni euro speso sul nome è un euro che rischi di dover cancellare. Non è successo a nessuno in particolare: è quello che succede quando la ricerca si fa dopo.

Verifica fatta: cosa fare se il marchio è già registrato o è libero

Se c'è un identico nella tua merceologia, il nome si cambia: costa meno oggi di quanto costerà mai. Se c'è un simile, serve un giudizio di confondibilità prima di decidere. A volte si passa, a volte si aggiusta il segno, a volte si tratta con il titolare. Se non c'è niente, il nome è libero. Ma libero significa anche libero per chiunque altro, e per questo conviene registrare il marchio prima che lo faccia qualcun altro: tra due che scelgono lo stesso nome, vince chi arriva prima al registro. E chi arriva prima deve anche restarci: il rinnovo del marchio è la parte che si dimentica.

E se il nome che hai in mente somiglia a uno già registrato? È il caso che un archivio non chiude: la somiglianza la pesa chi lo fa di mestiere, con la ricerca di anteriorità. Si comincia dalla verifica gratuita del marchio: ci mandi il nome, lo cerchiamo nel registro e ti chiamiamo per dirti cosa abbiamo visto. La ricerca sui simili sta nella proposta, se decidi di andare avanti.

Dopo il deposito il gioco si inverte: da quel momento sono gli altri a dover verificare che il loro nome non somigli al tuo. Ammesso che tu te ne accorga in tempo quando qualcuno ci prova. Accorgersene è il lavoro della sorveglianza del marchio.

Il tuo nome è ancora solo un'idea? Cercalo anche nelle grafie vicine, come la y per la i, prima di ordinare le etichette, su tutti e tre gli archivi. Se è già sull'insegna, cercalo lo stesso: saperlo da un archivio costa meno che saperlo da una lettera.

Domande frequenti

Sulla banca dati pubblica dell'UIBM, l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi: si interroga gratuitamente online e copre i marchi depositati e registrati in Italia. Attenzione però: in Italia valgono anche i marchi dell'Unione Europea e gli internazionali estesi all'Italia, quindi la ricerca sul solo archivio UIBM non basta mai.

Con eSearch dell'EUIPO per i marchi dell'Unione Europea e con TMview, che interroga insieme decine di registri nazionali ed europei. Per le estensioni internazionali c'è il Global Brand Database della WIPO. Sono tutti strumenti pubblici e gratuiti.

La consultazione delle banche dati sì: UIBM, EUIPO, TMview e WIPO sono gratuite. Quello che non è gratuito è il giudizio: capire se un segno simile al tuo, in una classe affine, costituisce un rischio reale richiede una valutazione legale di confondibilità. È lì che una ricerca fai-da-te si ferma.

No. Google ti dice se qualcuno usa quel nome sul mercato, non se lo ha depositato come marchio. Esistono marchi registrati e mai usati online, e nomi usatissimi online che nessuno ha mai depositato. Sono due controlli diversi e servono entrambi, ma quello che decide i diritti è il registro.

L'ufficio non ti ferma: né UIBM né EUIPO controllano d'ufficio se il tuo segno confligge con marchi anteriori. La domanda viene pubblicata e il titolare del marchio anteriore può fare opposizione, chiedere la nullità della tua registrazione o agire per contraffazione, anche anni dopo, quando il nome è già su insegne, etichette e sito.

Più che un elenco da scorrere, sono banche dati che si interrogano: quella dell'UIBM per l'Italia, eSearch plus dell'EUIPO per l'Unione Europea, il Global Brand Database della WIPO per le registrazioni internazionali. TMview interroga insieme più uffici: si cerca per nome, poi si filtra per ufficio, classe, stato e richiedente.

Negli stessi archivi dei nomi: un logo si deposita come marchio figurativo. In TMview, sotto il campo di ricerca, c'è un riquadro dove trascinare o caricare un'immagine, con l'elenco degli uffici che supportano questa ricerca. Nell'elenco dei risultati il filtro «Tipo di marchio» separa i figurativi dagli altri.

Si cerca il nome nelle banche dati dei marchi: prima l'identico, poi le grafie vicine, sugli uffici che valgono nel territorio che interessa. Per l'Italia sono l'UIBM, l'EUIPO e la WIPO, e TMview li seleziona insieme quando si sceglie il territorio «IT Italia».

Nell'elenco dei risultati di TMview la colonna «Status del marchio» dice lo stato di ogni marchio, e fra i valori c'è «Scaduto». La scheda del singolo marchio riporta la data dello stato attuale, la data di registrazione e la voce «Rinnovi», che non sempre è compilata. Quanto dura un marchio e come si rinnova lo spiega la guida al rinnovo del marchio.

Partiamo dal tuo nome.

Cerchiamo il tuo nome nel registro dei marchi, gratis, e ti chiamiamo entro due giorni lavorativi per dirti cosa abbiamo visto.

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Contenuto elaborato dall'Autore con l'ausilio di tecnologie di intelligenza artificiale.

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